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Elenco argomenti
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Stili di apprendimento
"Dimmi
come 'navighi' e ti dirò chi sei": Multimedialità,
stili di apprendimento, vecchie
e nuove strategie
(Lingua
e Nuova Didattica, Anno XXIX, No. 1, Febbraio 2000)
Nuove
tecnologie e differenze individuali: quale impatto ha
l'interazione con le macchine sugli stili cognitivi
e sulle strategie di apprendimento?
E´
disponibile anche una versione
inglese.
Stili
e strategie nella dinamica apprendimento/insegnamento
della lingua
(Lingua
e Nuova Didattica, Anno XXV, Numero speciale,
Settembre 1996)
La
riflessione sui propri modi di imparare costituisce
un passo importante nell'analisi dei propri modi
di insegnare. Gli stili cognitivi, insieme agli
atteggiamenti e alle convinzioni sedimentate nel tempo
attraverso le proprie esperienze, costituiscono un filtro
attraverso cui vengono, consciamente ma più spesso
inconsciamente, selezionati e gestiti in classe i compiti
di apprendimento. L'articolo propone un itinerario per
riflettere sui propri "stili" personali e
per confrontarli con quelli dei propri studenti.
Gestire le differenze individuali:
verso una pluralità di interventi
(Lingua
e Nuova Didattica,
Anno XXXII, No. 2, Aprile
2003)
La
gestione delle differenze individuali implica un'interazione
costante tra stili di apprendimento, strategie e "compiti",
nel quadro di un clima di classe centrato sulla mediazione
e la condivisione.
Disponibile
anche come attività di Autoformazione individuale o di gruppo
Disponibili
anche mappe mentali riassuntive
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Dal prodotto al processo: Il lato nascosto della competenza
(Relazione tenuta alla Giornata Pedagogica LEND
- Milano e Salerno, gennaio 2012)
Lo scopo principale di questo contributo è di
sostenere la tesi che lo sviluppo di una competenza implica e richiede
un’esplorazione e una consapevolezza dei processi
sottostanti i compiti attraverso i quali la competenza stessa viene sviluppata
e valutata. In altre parole, oltre a che
cosa ci si attende che una persona sappia e sappia fare, è importante
rendersi conto di chi sia questa
persona, di come proceda
nell’apprendimento e di dove e perché sia chiamata ad esprimere la
competenza in questione. Questa esplorazione è tanto più necessaria perché, da
un lato, si possa incoraggiare il trasferimento
delle conoscenze e delle capacità dal contesto originale di apprendimento ad
altre situazioni, e perché, dall’altro lato, si possa prendere in carico la
sfida delle differenze individuali.
(Presentazione Powerpoint, collegamenti e bibliografie)
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Strategie di apprendimento
"Sapere cosa
fare quando non si sa cosa fare": Trasferire
le strategie di apprendimento in un curricolo plurilingue
Una presentazione in Powerpoint
con note di riflessione e discussione
Le
strategie per imparare: aiutare tutti gli studenti a gestire il proprio
apprendimento
(Lingua e Nuova Didattica,
Anno XXXV, No. 2, Aprile 2006)
- presentazione
Powerpoint in documento .pdf
- testo relazione
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Saper apprendere, imparare a imparare
Saper apprendere: verso
la definizione di un curricolo esplicito
(Lingua
e Nuova Didattica, Anno XXIX, No. 4, Settembre
2000)
Un
curricolo per "imparare ad imparare", definito
in termini di strategie, convinzioni e atteggiamenti,
può e deve essere proposto e riproposto come
elemento di trasversalità e di continuità.
L'articolo propone alcuni criteri e opzioni metodologiche
per la definizione di un tale curricolo: flessibilità
e "negoziabilità", integrazione, trasferibilità,
operatività e densità metacognitiva.
Imparare a imparare,
insegnare a imparare
Una presentazione
in Powerpoint con note di riflessione e
discussione
E´ disponibile anche una versione
inglese.
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Motivazione
La motivazione negli apprendimenti linguistici: Approcci teorici e implicazioni pedagogiche
(Italiano LinguaDue, n. 1, 2012)
Il concetto di motivazione, in
quanto costrutto multidimensionale, dinamico e socialmente costruito, è
suscettibile di essere visto come una competenza che è possibile sviluppare
lungo tutto il percorso formativo. Convinzioni e atteggiamenti possono costituire
dei fattori particolarmente utili per esplorare i processi motivazionali, con
riferimento ad aree complesse quali i rapporti tra motivazione, lingue e
culture, tra motivazione e percezioni di sé e tra motivazione e compiti di
apprendimento.
La motivazione
ad apprendere come competenza da costruire: La voce
degli studenti
(Lingua e Nuova Didattica,
Anno XXXVII, No. 3, Giugno 2008)
Il vissuto quotidiano
dei ragazzi e delle ragazze a scuola ci aiuta a riscoprire
le prospettive teoriche sulla motivazione e gli interventi
strategici che è possibile mettere in atto in
classe.
Gestire la
complessità: l'esempio della motivazione ad apprendere
(Relazione
tenuta al Convegno Dilit "Apprendimento linguistico
e teoria della complessità" - Roma, 18-19
aprile 2008 e al 1° Festival della Complessità, Tarquinia, Luglio 2010)
Un apprendimento centrato sul discente
e quindi attento alle differenze individuali si realizza
entro un contesto fatto di rapporti interpersonali tra
individui e gruppi all’interno della classe, tra classe
e scuola, tra scuola, famiglie, comunità e società.
Si tratta, più che di un solo sistema, di più
sistemi tra loro interagenti, e come tali caratterizzati
dalle qualità che la teoria della complessità
riconosce in sistemi di questo tipo: complessi, dinamici, non lineari. La motivazione ad apprendere costituisce
un elemento pregnante di questo sistema di sistemi.
Autonomia, motivazione e
diversità
Appunti
in margine ad un corso di formazione
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Convinzioni e atteggiamenti
Convinzioni e atteggiamenti
a scuola: alla scoperta del curriculum nascosto
(Lingua
e Nuova Didattica, Anno XXIX, No. 5, 2000)
Come
sono strutturate le convinzioni e gli atteggiamenti
di insegnanti e studenti, e come agiscono nell'influenzare
scelte, decisioni e comportamenti?
E´
disponibile anche una versione
inglese.
Attitudini
e atteggiamenti nell’apprendimento linguistico
(Italiano LinguaDue, n. 2, 2010)
L’attitudine e gli atteggiamenti incidono fortemente sui processi e sugli
esiti dell’apprendimento linguistico e interculturale. Questo contributo
mette a fuoco le differenze concettuali (attitudine come talento o predisposizione personale che
facilita l'apprendimento; atteggiamenti come convinzioni personali fornite di
valore), e chiarisce come questi fattori si rapportino
nel determinare la percezione individuale delle proprie capacità.
Imparare le lingue straniere a scuola: una ricerca sulle convinzioni e gli atteggiamenti degli studenti
(Una versione ridotta di questo contributo è apparsa in Lingua e Nuova Didattica, Anno
XL, No. 5, Dicembre 2011)
In questa ricerca, condotta in
scuole secondarie di secondo grado del Nord Italia, è stato utilizzato un questionario strutturato centrato su alcuni aspetti specifici dell'apprendimento linguistico a scuola (tra cui
l’attitudine, i ruoli di insegnanti e studenti, il plurilinguismo, il rapporto
tra correttezza e fluenza, il significato degli errori e il loro trattamento,
l’(auto)valutazione).
Il lato nascosto della competenza: Le convinzioni e gli atteggiamenti negli apprendimenti linguistici
(Lingua e Nuova Didattica, Anno
XLI, No. 5, Dicembre 2012)
L’analisi delle metafore su ciò che per gli studenti significa “sapere una lingua straniera”
e ”imparare una lingua a scuola” ha permesso di
identificare strutture ricorrenti nelle loro convinzioni, che in
parte si riferiscono a categorie ben note (come le nozioni di motivazione
intrinseca ed estrinseca, strumentale e integrativa), ma che permettono anche di
portare allo scoperto una rete di costrutti personali cruciali per gli
apprendimenti (non solo linguistici): le implicazioni cognitive ed affettive (per
il senso di competenza, di autostima, di autoefficacia), le relazioni tra il
valore percepito dell’apprendimento e le aspettative di successo, l’impatto sul
proprio senso di identità personale e sociale, i rapporti percepiti all’interno
degli apprendimenti linguistici (L1, L2, Ln …) e le somiglianze e differenze percepite
rispetto ad apprendimenti di altro tipo.
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Competenza interculturale
Le diversità
culturali negli stili cognitivi e comunicativi: dal conflitto
al compromesso alla sinergia
(Lingua
e Nuova Didattica, Numero monografico, Anno XXXV, No.
5, Dicembre 2006)
Documentare e autovalutare
la competenza comunicativa interculturale: l'esempio
del progetto CROMO
(Lingua e Nuova
Didattica, Anno XXXVIII, No. 3, Giugno 2009)
La
dimensione interculturale è forse la componente
della competenza comunicativa più difficile da
valutare ed autovalutare. La costante interazione di
fattori personali, socio-culturali e contestuali, e
la difficoltà di seguirne lo sviluppo nel tempo,
rapportandola alla maturazione complessiva della personalità,
la rendono un’area particolarmente complessa e delicata
da descrivere.
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Educazione linguistica plurilingue
Verso un'educazione
linguistica plurilingue e interculturale
ILSA - Insegnanti Italiano
Lingua Seconda Associati - Anno 2010 - Numero 1
In un contesto, come quello delle scuole
pubbliche italiane, in cui il plurilinguismo è messo fortemente
a rischio, diventa indispensabile riproporre con forza l’idea e
la prassi di un’educazione linguistica integrata, che punti a sviluppare nel contempo,
oltre alla dimensione plurilingue, anche quella interculturale.
Per una
educazione linguistica trasversale: La sfida della competenza
plurilingue
(Italiano LinguaDue, n. 1, 2009)
L’introduzione
di una seconda e anche di una terza lingua straniera nei cicli di istruzione, e
la presenza di più lingue materne in classi sempre più multietniche, hanno
importanti implicazioni per tutte le lingue insegnate, compresa la lingua
italiana. Di fronte ad una possibile frammentazione degli insegnamenti, si fa sempre più urgente la necessità di
un’integrazione degli apprendimenti
linguistici in vista di realizzare quella competenza
di azione comunicativa plurilingue e pluriculturale auspicata dal Quadro
Comune Europeo di Riferimento.
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Competenza strategica e interazione orale
Competenza strategica e interazione orale
(in
Corno D., Dandini M.G. (a cura di) La
Voglia di Insegnare. Torino: Regione
Piemonte - Assessorato Istruzione, 1994)
La competenza strategica
nell'ambito della competenza comunicativa; lo sviluppo
dell'interlingua; le strategie di comunicazione; alcuni
spunti per interventi didattici.
Per una discussione
più approfondita di questa tematica, si veda
il contributo in lingua inglese.
Le strategie comunicative interculturali: Imparare e insegnare a gestire l'interazione orale
(Italiano LinguaDue, vol. 3, n. 1, 2011, pp. 273-293)
Che cosa è opportuno dire e fare quando non si conosce il termine esatto
per definire qualcuno o qualcosa, quando non si sa come aprire o chiudere una
conversazione, o quando si è incerti sul comportamento da tenere in una
situazione che non ci è familiare? Le strategie comunicative possono aiutarci a
trovare i mezzi verbali e non verbali per gestire problemi dovuti ad una
limitata competenza linguistica, comunicativa o interculturale – non solo in
una lingua straniera, ma anche in una lingua seconda (come l’Italiano L2) e
persino nella propria lingua materna. Oltre ad abituarci a “non arrenderci” di
fronte alle difficoltà, le strategie comunicative ci permettono di esercitare
un maggiore controllo sull’interazione, di gestire l’incertezza e l’ambiguità
nei contatti personali e interculturali, e di aumentare la nostra autonomia
nell’apprendimento e nell’uso delle lingue.
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Abilità di studio
Le abilità di studio: una prospettiva transdisciplinare
(Lingua
e Nuova Didattica, Anno XVII, No. 3, 1988)
Le
abilità di studio costituiscono un elemento importante
per l´autonomia dello studente. Propongo questo
articolo di qualche anno fa perchè mi sembra
offrire utili spunti di riflessione e discussione.
Rielaborare
e sintetizzare prendendo appunti
(Lingua e Nuova Didattica, Anno
XIX, No. 3, Dicembre 1990)
"Prendere appunti" è
una delle possibili attività finalizzate alla
rielaborazione e sintesi di un testo. Le varie fasi
di questa attività vengono esaminate nel contesto
della situazione di lettura
per lo studio.
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Portfolio
Documentare e personalizzare
il curricolo: Verso un portfolio di processi
e di competenze
(Relazione tenuta
al Convegno LEND (Lingua e Nuova Didattica) "Crescere
nell'Europa delle lingue", Roma, Università
La Sapienza, 15-17 febbraio 2001)
La
discussione sui nuovi curricoli è spesso centrata
sulla specificazione di competenze valutabili e certificabili.
Sembra rimanere in ombra il fatto che le “competenze
attese” non costituiscono che la punta di un iceberg, sotto la quale
agisce un “curricolo nascosto” fatto di tutte quelle
forze, interne ed esterne all’individuo, che condizionano
l’apprendimento (e, di conseguenza, l’insegnamento).
Il progetto Portfolio del Consiglio
d’Europa ci fornisce un’opportunità da non perdere
per affrontare la sfida di documentare e personalizzare
il curricolo.
Tra portfolio e certificazione:
Documentare e valutare competenze e processi in un curricolo
(Lingua
e Nuova Didattica, Anno XXXIII, No. 2, Aprile 2004)
Quali
sono le potenzialità e i problemi di questi strumenti
di (auto)valutazione delle competenze? In che modo sono
diversi, in che modo possono integrarsi? Come si possono
conciliare le esigenze della valutazione sommativa con
quelle di una valutazione formativa attenta ai percorsi
individuali di apprendimento?
Prodotto e
processo nel portfolio: Un ponte tra apprendimento e
valutazione
Le due valenze del
portfolio, certificativa e formativa, anche se riguardano
due ambiti diversi, possono essere viste come complementari
e integrarsi tra loro. E' necessario però oggi
riscoprire le ragioni profonde di questa integrazione.
Che cosa dunque lega assieme il che cosa e il come,
prodotto e processo, competenze e percorsi? (documento .pdf)
Le valenze pedagogiche di un portfolio
di apprendimento
Una carrellata attraverso
immagini e frasi-chiave (documento
pdf)
Portfolo e
portfolii: Un grande futuro dietro le spalle?
(Lingua
e Nuova Didattica, Anno XXXV, No. 4, Settembre
2006)
- relazione
- presentazione Powerpoint
in documento .pdf
Il portfolio
delle lingue a scuola: tra sfide e criticità
(in
Gori F. (a cura di), Il Portfolio Europeo
delle Lingue nell’Università italiana: studenti
e autonomia, Atti dell’ELP Day (Università
di Trieste, 5 ottobre 2007). Trieste: Edizioni Università
di Trieste)
Integrazione
nei curricoli linguistici, continuità tra cicli
di istruzione, tensione tra prodotto e processo nella
didattica quotidiana, formazione degli studenti (e degli
insegnanti) a rinnovate procedure di (auto)valutazione.
Il Portfolio a Scuola
Una proposta operativa pluridisciplinare
Perchè un portfolio, a scuola,
oggi?
Valenze pedagogich e implicazioni didattiche
di un portfolio
Sapersi autovalutare: una competenza
da costruire
Bibliografia e sitografia
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Mini-saggi
Contributi
sintetici per una prima ricognizione di tematiche complesse
La Motivazione ad Apprendere: Voci dalla
Classe
(Per la Storia Mail, Newsletter Bruno Mondadori,
n. 5, 2007)
"Aspettativa X Valore”: Una Formula
per la Motivazione a Scuola?
(Per la Storia Mail, Newsletter Bruno Mondadori,
n. 11, 2008)
Alla Scoperta del Curricolo Nascosto:
Le Convinzioni degli Insegnanti e degli Studenti
(Per la Storia Mail, Newsletter Bruno Mondadori,
n. 16, 2008)
Stili di apprendimento e differenze culturali
(Per la Storia Mail, Newsletter Bruno Mondadori,
n. 31, 2010)
www.brunomondadoristoria.it
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Contributi pubblicati su
altri siti
Dalla
parte di chi Impara: Le strategie di apprendimento
(Form@re, Newsletter Per La Formazione In Rete. Erickson Portale Internet,
2006)
http://formare.erickson.it/wordpress/it/2006/dalla-parte-di-chi-impara-le-strategie-di-apprendimento/
Gli stili di apprendimento
(Lingue Straniere a Scuola,
Dossier Treccani Scuola, 2008)
http://www.treccani.it/Portale/sito/scuola/dossier/2008/lingue_straniere/mariani.html
Imparare
a imparare
(Treccani
Scuola - Osservatorio "LIfelong Learning",
2010)
http://www.treccani.it/Portale/sito/scuola/osservatorio/life_long_learning/Cammarano_7/Mariani_html#
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